Sassari digitale ora è possibile
- Stefano Sotgiu

- 3 mar 2018
- Tempo di lettura: 3 min

L'economia di Sassari prima e dopo la modernità industriale
In tanti e tante se le fanno, sono domande delle cento pistole in una città come Sassari: “Troverò un lavoro quest’anno?” “Continuerò a lavorare?” “Di cosa vive la nostra città?” “Perché prima ci sembrava di stare meglio e adesso avere un’occupazione soddisfacente – o anche solo un’occupazione - è così difficile?” “Perché ad alcuni sembra andare così bene ed altri sono costretti in condizioni di povertà o ad una vita di privazioni?” Non è facile ovviamente rispondere in maniera certa.
Sassari, storicamente, è stata un grande mercato, una città di servizi, un luogo nel quale s’incontravano domanda ed offerta di merci, una città agricola, di piccolo artigianato. Nella modernità, poi, una città nella quale sono fiorite alcune delle funzioni economiche che hanno contraddistinto fortemente il diciannovesimo ed il ventesimo secolo: su tutte quelle finanziarie. Una città di servizi nella quale trovavano spazio quelli commerciali, quelli culturali – scuole ed Università di rango più elevato rispetto a quello della città - e dal quale partivano per l’esportazione numerosi prodotti. Una città dall’economia varia e per questo, tutto sommato, solida perché “ecodiversa”.
Un ecosistema socio-economico che funzionava, anche se larghi strati della popolazione, soprattutto i ceti popolari, vivevano un’esistenza dura, di sacrifici. Questo sistema ha subito diversi shock, di cui il più importante è stato quello portato dall’industrializzazione primaria di matrice esogena, la petrolchimica arrivata per farci planare nel mondo industrializzato, contemporaneo. Una nuova vocazione produttiva forte, un polo di sviluppo che doveva sparigliare equilibri sociali ed economici consolidati da decenni e decenni e proiettarci in una dimensione più integrata nella modernità. Con tante contraddizioni, prima fra tutte il sacrificio del territorio, lo fece. Larghi strati della popolazione emersero da una condizione di grave disagio, Sassari crebbe. Salimmo dunque sul treno della modernità industriale.
Il momento della rottura: in ritardo sul treno ICT
Ed in quel periodo commettemmo il grave errore di pensare che quello fosse un approdo definitivo. L’evoluzione tecnologica, la domanda di mercato, la legislazione portavano altrove. In un momento di snodo cruciale della storia economica non ci accorgemmo dell’emergere delle tecnologie dell’informazione e poi del digitale, proseguimmo a difendere ad oltranza quell’acquisizione industriale così importante senza muoverci verso il nuovo orizzonte. Nacquero alcuni corsi superiori d’informatica ma fu, sostanzialmente, una realtà che subimmo. Altre realtà sarde, Cagliari ad esempio, capirono più di noi cosa accadeva. Grazie all’azione di imprenditori innovatori ed alla compresenza di una formazione universitaria a supporto, entrarono prima nel mondo delle nuove tecnologie.
Un cambiamento possibile: Sassari digitale
Questo può dare una prima risposta ad alcune domande: Sassari è in ritardo nell’ingresso in una realtà profondamente modificata. Per fortuna, però, le cose cambiano. In particolare negli ultimi anni, grazie all’ingresso sulla scena di nuove realtà imprenditoriali radicate nel tessuto cittadino ma con importanti relazioni nazionali ed internazionali, sostenute inizialmente da istituzioni economiche come la Camera di Commercio, Sassari sta facendo il suo (tardivo ma incoraggiante) ingresso nell’età digitale. Contemporaneamente l’Università, che aveva già attivato servizi innovativi per l’innovazione, dichiara di voler attivare un corso di laurea in Ingegneria informatica. Le associazioni di categoria avviano programmi attraverso le politiche di Industria 4.0. La Fondazioni sono ben disposte al supporto di questo processo. Le Istituzioni locali lo vogliono sostenere. Si tratta delle tessere del nuovo puzzle di sviluppo: dobbiamo mettere insieme i pezzi del mosaico.
Sarebbe un imperdonabile peccato non farlo. Fra città che prosperano e città che declinano, ce lo insegna la storia economica, la differenza è questa: essere state capaci, al bivio, di prendere il sentiero giusto. Sassari digitale, ora, è possibile.



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